martedì, 12 febbraio 2008

UN ARTICOLO APPARSO SULLA VOCE DI CARPI GIA' NEL 2004, RIVELA QUALI RETROSECENA, PER NOI INQUIETANTI, ABBIANO DA SUBITO CONTRAPPOSTO LE DUE COMUNITA'.

IN ESSO SI SPIEGA , A NOSTRO AVVISO, IN MODO DIFFICILMENTE COTROVERTIBILE, IL PERCHE' SIA IMPOSSIBILE NON PENSARE AD UN SOPRUSO PREMEDITATO AI DANNI DI MIGLIARINA DA PARTE DEL COMITATO DI BUDRIONE.

Al suo interno infatti si indicano nomi e cognomi. e anche dichiarazioni d'intenti precise di chi poi è riuscito nei fatti, con l'avallo imperdonabile dell'amministrazione comunale, ad attuare ciò che nell'intervista già si era prefissato come obbiettivo primario; in apparenza maldestramente nascosto dietro l'utilizzo strumentale del passaggio vicino le scuole:

ossia lo spostamento integrale del tracciato dell'elettrodotto per il semplice fatto che minacciava i propri terreni.
(non ci risulta poi, cosa ancor più grave e passata inosservata, che queste dichiarazioni siano mai state smentite)

* AMBIENTE - Non solo proteste dalla gente di Budrione - Sul tracciato del nuovo elettrodotto  (articolo apparso su La Voce l' 11/11/04)

Carpi - "Facciamo fatica a comprendere perché Carpi debba essere liberata dalla servitù dell'elettrodotto e Budrione invece no. In via San Giacomo i cavi verranno interrati per preservare dal rischio dell'elettrosmog i lavoratori della zona industriale, mentre a Budrione dovremo tenerci i tralicci sopra la testa. Francamente non ci sembra giusto". E' indignato Roberto Marconi, ingegnere carpigiano la cui famiglia è proprietaria a Budrione di un appezzamento di terreno che, in base al tracciato prospettato dall'Enel, verrà spaccato in due dall'attraversamento del nuovo elettrodotto. Come lui sono indignati anche Lorenzo Pederzoli, altro proprietario interessato dall'esproprio e Gabriella Palomba che, sia come avvocato sia come genitore, ha preso a cuore la questione. Marconi, Pederzoli e Palomba sono fra i promotori del costituendo comitato anti elettrodotto di Budrione che, venerdì scorso, ha chiamato a raccolta i residenti della frazione presso la polisportiva Rinascita per informarli sulle novità contenute nel progetto di risanamento della rete Enel di Carpi. Novità che riguardano direttamente i 136 proprietari dei terreni che saranno impattati dall'attraversamento dei cavi e, più in generale, coloro fra i residenti che nutrono preoccupazioni per gli effetti delle onde elettromagnetiche. "Le due linee attualmente esistenti a Carpi - hanno spiegato - necessitano da tempo di un intervento di adeguamento normativo. Se però in città tale intervento porterà a un miglioramento effettivo della situazione, allontanando i cavi dai luoghi abitati, a Budrione l'elettrodotto continuerà a passare per il centro della frazione, in prossimità della scuola e delle case. Noi siamo invece convinti - continuano - che sia possibile individuare una o più soluzioni alternative che taglino fuori l'abitato dall'attraversamento dei tralicci".
Le proposte elaborate dal comitato riguardano naturalmente il tracciato dell'elettrodotto che, così come è stato prospettato dall'Enel, nascerà a Correggio, procederà zigzagando in territorio carpigiano in modo da evitare edifici e frutteti (per i quali sarebbero previsti indennizzi più onerosi), attraverserà Budrione senza grosse variazioni rispetto alla vecchia linea e, infine, si collegherà alla nuova stazione elettrica in via di realizzazione a Fossoli, in prossimità del Turbogas. "Un tracciato alternativo - hanno dichiarato i promotori del comitato - potrebbe costeggiare la via Canale, in aperta campagna, oppure seguire il percorso della via Palazzo Banca che passa esattamente tra Migliarina e Budrione. Un'altra soluzione potrebbe giungere dall'interramento dei cavi che è un'opera sicuramente più costosa, ma che consentirebbe di risparmiare sugli indennizzi".
Le proposte avanzate dal comitato hanno suscitato un coro di commenti non tutti favorevoli ai promotori dell'iniziativa. I residenti di Migliarina, per esempio, non hanno affatto gradito la proposta di via Palazzo Banca che, se attuata, avvicinerebbe alle loro case gli ingombranti (ma necessari) tralicci. I quali potrebbero invece essere posizionati in prossimità di via Canale se non fosse per i vincoli paesistici che tutelano la zona d'interesse naturalistico del cavo Tresinaro.
A Budrione però nessuno è disposto a scommettere sulla salute delle persone. Tanto meno su quella dei bambini che frequentano la scuola della frazione che disterà 80 metri dal nuovo elettrodotto, trenta in più rispetto al limite di sicurezza richiesto dalla Regione (che è di 50 metri).
Alla fine quindi, seppure fra dubbi e perplessità, numerosi residenti hanno firmato la petizione aderendo ufficialmente al comitato. Il quale, per il momento, dichiara di volere dialogare con il Comune e la Provincia, sempre che ci sia la volontà di ricercare insieme una soluzione alternativa a quella finora prospettata. In caso contrario il comitato si appellerà al Tar.  ( * fonte La Voce 11/11/04 - autrice Rossana Caprari)

postato da: Migliarina alle ore 16:30 | Permalink | commenti
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