sabato, 16 dicembre 2006

GLI OCCHI DELLA TERRA
"ne soli, ne pochi"

Il fatto. Sabato 2 dicembre, più di centocinquanta cittadini di Migliarina e di Carpi, sensibili alla lotta contro l'elettrodotto, si sono dati appuntamento a cena, nella sala adiacente la pista da motocross.

Ci sono alchimie che si creano all'improvviso. Progetti dei quali non si conosce la portata se non negli esiti sorprendenti. Piante che sviluppano la loro crescita concreta e tangibile, solo vagamente intuita dal seme. Le persone hanno un'anima profonda. Se capiscono che è in gioco il futuro e la filosofia stessa di fare di nuovo politica vera, ancorata al suolo; si mobilitano con semplicità commovente. Metti una sera d'inverno. Una sera. Tavole a pettine. Voglia di stare insieme senza fronzoli, cibi genuini, di campagna.  Da "rezdore" sorridenti "e cuochi" tuttofare che mescolano vigorosamente la polenta. Piatti serviti in tavola, con oltre 150  presenze,  da ragazze di una bellezza vera. Spontanea. E poi brevi discorsi che fanno il punto sulla dura battaglia che ancora ci attende; e poi musica, libero alternarsi di chi abbia voglia di cantare in compagnia, complicità, disponibilità. Bambini che ridono e salgono sopra una sedia per cantare.

Ci sono occhi che non si dimenticano. Quelli di questa gente. Di ogni età. Che non si arrende. Che resiste. Che non recede. Che si da da fare per cambiare esiti di giochi e di poteri che paiono incomprensibili ed intattaccabili. Stritolatutto, fatti di logiche di pura insensata violenza alla terra millenaria che calchiamo. E' bastato essere in tanti. In una sala grande anche se troppo stretta. Condividere il cibo. L'apprensione degli sviluppi apparentemente ciechi di questa vicenda. E' bastato cogliere la dignità di persone  e la solidarietà di amici accorsi a dare il loro sostegno alla causa.

Ho osservato lungamente i volti di queste persone. C'era la consapevolezza che si stanno giocando le sorti della nostra terra e occorra non lasciare niente d'intentato per modificare una logica terribilmente pericolosa:

se la minaccia infatti arriva da chi politicamente ha, teoricamente, sempre incarnato gli interessi della base, significa proprio che le speranze e la lungimiranza sono ridotte al lumicino. Noi però, in una sola sera, abbiamo recepito che possiamo riaccendere questa luce anche in loro; e fargli capire che una soluzione coraggiosa, e pacificatrice, è oramai indispensabile per rimediare ai grossolani errori che hanno innescato un terribile gioco al massacro (e in pratica allo scaricabarile) tra frazioni limitrofe. Ne va del futuro stesso di queste frazioni, di queste due comunità. Che eredità lascerà un politico o un'intera classe politica che si sarà macchiata di questa grave responsabilità? perchè sia chiaro; se contavano almeno sul fatto che fossimo uno sparuto gruppo di "proprietari", si sono sbagliati di grosso.

infatti il messaggio che arriva nitido e forte è che non siamo, purtroppo per loro, ne soli, ne pochi.

L'altra sera erano presenti anche molti cittadini non direttamente coinvolti dal passaggio dei tralicci d'alta tensione. Questo perchè hanno colto l'ingiustizia, il pressapochismo di scelte inaccettabili da parte dell'amministrazione. Scelte che hanno messo cittadini contro altri, assumendo posizioni "pilatesche" che hanno semplicemente dato delega illimitata a terzi messi nelle condizioni di sbolognare ad altri i propri problemi anzichè trovare con loro soluzioni condivise.

Stefano Discosti   -  Portavoce Comitato Migliarina

postato da: Migliarina alle ore 16:14 | Permalink | commenti
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