APPELLO ALLA RAGIONE
L'articolo apparso sulla Gazzetta di Carpi, che dimostra l’intesa che l’amministrazione, nonostante le pubbliche smentite, aveva raggiunto con Enel per prevedere l’interramento di parte dell’elettrodotto in determinati siti sensibili, è emblematico circa il pasticcio che è stato perpetuato nell’intera vicenda. Oggi infatti appare evidente che l'amministrazione ha operato determinate scelte, a essere benevoli, con eccessiva superficialità, senza mai mettere in conto le gravi conseguenze a catena che si sarebbero innescate. Prime tra tutte le numerose illazioni, scaturite anonime da più parti, e che hanno assunto oggi, anche da semplici osservatori esterni, risvolti gravissimi e destabilizzanti tali che andavano in qualche modo prevenuti e resi inoffensivi con pochi semplici accorgimenti. Proprio questa incuranza nel dare adito a sospetti così gravi circa il modo di procedere, paradossalmente però lascia aperta la strada ad un ritorno alla ragionevolezza e al porre rimedio con opportuni logici correttivi ad una vicenda che rischia davvero di creare danni, alla salute da una parte e d'immagine dall'altra, difficilmente quantificabili.
Se esaminiamo poi il comunicato dell'assessore in risposta all'articolo, noi lo troviamo sconcertante. In primo luogo perché ammette per la prima volta che è possibile interrare, cosa sempre negata in precedenza. In esso si afferma inoltre che l'interramento a Budrione non è possibile “solo” perchè comunque non rispetterebbe “i sette metri” dalle scuole (?)... anche un profano esaminando la carta invece, e nello specifico prendendo visione delle piccole varianti che erano state proposte da Enel nei disegni originali, arriverà alla conclusione che un passaggio per il filo interrato era facilmente individuabile nel rispetto pieno della legge.
In quanto alla legge, l'assessore sembra usarla in modo strumentale, come ultima giustificazione ad una politica sbagliata. Infatti in nome di un rispetto astratto della legge sarebbe lecito, secondo lui, dimostrare plausibili ipotesi illogiche come quelle che, incuranti delle migliorie possibili su un tracciato proposto da Enel, hanno dato via libera, ed incondizionata, ad una variante proposta da un comitato di cittadini di Budrione, i quali colpiti dal precedente transito della linea, sono stati di fatto legittimati, ancorch’è increduli di tanta grazia, a trasferire armi a bagagli il problema sul territorio di un'altra frazione, Migliarina, “solo” perchè più incontaminata.
a questo proposito fa sorridere amaramente il riferimento al rispetto, sacrosanto, nella previsione di interramento in via dell’industria, di una zona archeologica come la Savana; della quale esiste un terrapieno e poco altro; e nessuna o scarsa considerazione di una campagna bellissima e con un potenziale enorme che solo pochi anni fa si era destinata nei progetti a diventare polmone verde di Carpi verso le casse d’espansione del Tresinaro e che oggi, anzichè parco, diventerà percorso minante la salute di chi vi abita o di chi oserà avventurarsi. Il tutto senza il minimo coinvolgimento decisionale dei cittadini destinatari di tanto scempio.
S.Discosti - portavoce comitato Migliarina